Reference : Migrazioni e processi insediativi la visione dello Spazio-Nazione sionista in Palestina ...
Scientific congresses and symposiums : Unpublished conference
Social & behavioral sciences, psychology : Human geography & demography
Social & behavioral sciences, psychology : Regional & inter-regional studies
Engineering, computing & technology : Architecture
http://hdl.handle.net/2268/130233
Migrazioni e processi insediativi la visione dello Spazio-Nazione sionista in Palestina negli anni Venti letta attraverso i progetti di Richard Kauffmann
Italian
Fisher, Axel mailto [Université de Liège - ULg > > Centre de recherche Lepur >]
Sep-2010
i, 9 + 12
No
Yes
International
5° Congress of the Italian Association of Urban History - AISU
from 08-09-2011 to 10-09-2011
AISU
Rome
Italy
[it] Il Grande Incendio di Salonicco (1917) e la sua ricostruzione contribuirono a ridisegnare la geografia etno-confessionale lungo il nuovo confine greco-turco, ma anche alla transizione della città da “Gerusalemme dei Balcani” a “Capitale dei profughi”. Pochi decenni prima dell’incendio che avrebbe colpito nel corpo la comunità ebraica europea – l’Olocausto – quello di Salonicco concorse ad alimentare fenomeni migratori e progetti di ricostruzione in luoghi distanti : calcando le orme dei loro correligionari centreuropei, gli ebrei di Salonicco emigrarono verso l’Europa occidentale, le Americhe. Alcuni preferirono la Palestina.Dalla fine dell’Ottocento, le persecuzioni razziali in Europa – spesso accompagnate dall’incendio dei luoghi di culto – avevano provocato regolari ondate migratorie verso questa remota provincia dell’Impero ottomano, ora sotto Mandato britannico. A ciascuna di queste ondate corrispondevano altrettante campagne insediative accomunate dallo sforzo di diverse generazioni di agronomi, architetti e urbanisti nella definizione dei caratteri e delle forme del villaggio agricolo ebraico ; « topos » prioritario nella ricostruzione delle nuove identità individuali e collettive ebraiche.Nei primi anni Venti, il riassetto geopolitico del Mediterraneo orientale rappresenta l’occasione per l’Organizzazione sionista di guidare il « ritorno degli ebrei alla loro terra d’origine » e all’agricoltura. Nella Valle di Jesreel si mette in atto un ambizioso progetto di ricostruzione e diradicamento, fisico e culturale a un tempo : un giovane architetto e urbanista di origini tedesche – Richard Kauffmann (1887-1958) – progetta numerosi villaggi agricoli, una piccola agro-città (Afula) e lo sviluppo della Baia di Haifa. La sequenza di questi progetti prefigura un precoce esperimento di pianificazione regionale pre-statale dal quale emerge la prima espressione compiuta di un’idea dello Spazio-Nazione sionista : un sistema insediativo lineare fondato sull’agricoltura, gerarchicamente organizzato e funzionalmente integrato, in cui è possibile apprezzare il grado di necessità del progetto di architettura nel quadro di una strategia di ampio respiro che stabilisce rapporti originali con la natura, la storia e l’« impianto geografico » a scala nazionale.
Lepur : Centre de Recherche en Sciences de la Ville, du Territoire et du Milieu rural ; Faculté d'architecture - ULg
Patrimoine de l'Univeristè de Liège - Administration R&D
Researchers ; Professionals ; Students
http://hdl.handle.net/2268/130233

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