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See detailLes formations parascolaires en Communauté française
Robert, Jocelyne ULg

Report (1989)

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See detailFormations professionnelles pour chômeurs et éducation permanente
Robert, Jocelyne ULg

in Van Haecht Anne (Ed.) Ecole et contrôle social: actes de la journée du 24 novembre (1985)

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See detailLes formations végétales du Sénégal : description et menaces
Doucet, Jean-Louis ULg

Conference given outside the academic context (2013)

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See detailFormative evaluation of materials for adult health education
Vandoorne, Chantal ULg; Demarteau, Michel; Lechien, Xavier et al

Learning material (1998)

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See detailLa formazione degli insegnanti domani
De Landsheere, Gilbert ULg; De Coster, S.; De Coster, W. et al

Book published by Armando (1978)

La maggioranza degli allievi-insegnanti dell'anno 2000 nasceranno nel corso del decennio che comincia e cresceranno dopo una delle crisi culturali fra le più drammatiche della storia dell'umanità ... [more ▼]

La maggioranza degli allievi-insegnanti dell'anno 2000 nasceranno nel corso del decennio che comincia e cresceranno dopo una delle crisi culturali fra le più drammatiche della storia dell'umanità. Obiettivamente non è possibile affermare che il caos e la disintegrazione sociale non lasceranno un marchio sul secolo che seguirà l'attuale. Il pessimismo domina, oggigiorno, molti uomini ritenuti saggi e lucidissimi. Tuttavia l'impossibilità di predire con sicurezza la catastrofe permette di sperare che tale catastrofe non si produca. Siccome l'educatore non può far a meno di aver fiducia nell'avvenire, quali che siano gli handicaps dei suoi allievi, noi optiamo decisamente per l'ipotesi ottimista. Il futuro, che è a portata di mano, apre allora prospettive così luminose che, con una certa ingenuità, crediamo che l'uomo non riuscirà a impedire che nascano. In una civiltà che offre una migliore qualità della vita, la scuola aperta continuerà ad avere un ruolo educativo considerevole. Istituzione democratica, non servirà più a inculcare un sapere rigido, garanzia della riproduzione di una gerarchia sociale predetenninata, ma sarà un ambiente di vita condizionato per consentire l'esperienza diretta degli uomini e dell'ambiente, senza mettere in pericolo la salute fisica e mentale di una gioventù vulnerabile. Non dissociata dalla vita, la scuola non cercherà più di separare artificialmente il cognitivo dall'affettivo. Riconoscendo il ruolo primario delle attitudini e dei valori, essa cercherà ~ coltivarli ritenendo la felicità, l'essere in armonia con se stessi e con gli altri, come ideali superiori all'essere in alto e al fatto di possedere. Si prepara così un mondo di ignoranti? Niente affatto. Appoggiandosi a una tecnologia di cui la pedagogia sperimentale contemporanea riconosce ogni giorno di più lo straordinario apporto, gli insegnanti dell'anno 2000 aiuteranno ogni allìevo a dominare un vasto sapere funzionale di fronte al quale le attuali conoscenze dei nostri studenti appariranno sicuramente ridicole. In questa prospettiva, e quasi ovunque in Europa, l'attuale formazione degli insegnanti rimane più vicina al XIX secolo che non al XXI. Appare evidente che, in materia di preparazione dei maestri - così come per molte altre - noi viviamo un periodo transitorio, non tra due secoli, ma tra due ere. Beneficiando di uno status eguale a quello di tutti coloro che servono la società in maniera eminente, l'insegnante dell'avvenire sarà un «professionista», La complessità della sua preparazione somiglierà sempre più a quella dell'attuale medico. Così come non ci sogniamo di ricompensare meno e stimare meno un pediatra perché non si occupa di adulti, non si stabiliranno più distinzioni statutarie fra gli insegnanti secondo l'età degli allievi o secondo il settore nel quale hanno scelto di approfondire le conoscenze. Il mondo pedagogico conoscerà così i suoi praticanti in possesso delle più svariate conoscenze nonché gli specialisti e, in epoca ancora più lontana, i primi appariranno forse talmente preziosi da essere oggetto di particolari onori. Ci saranno almeno due vie di fonnazione degli insegnanti, soprattutto per consentire a persone dotate di una vasta esperienza di far sistematico dono agli altri della ricca messe di cui sono in possesso. Coloro che avranno scelto di fare dell'istruzione il loro mestiere primo, periodicamente andranno a immergersi nel mondo degli adulti per riforgiarsi dei quadri di riferimento reali. Che la formazione degli insegnanti continui durante tutta la carriera appare, già sin da ora, una necessità tale che ci sentiamo dispensati dall'insistere su questo punto. Ma le gerarchie e le istituzioni hanno la pelle dura! L'insegnante che abbiamo intravisto non è affatto figlio di una utopia. Mille osservazioni, possibili sin daìora, mostrano che si sta for· mando. I venticinque anni o poco meno che ci separano dall'anno 2000 basteranno perché l'evoluzione istituzionale si produca e si compia in tutta Europa? Niente è meno sicuro. Già da ora assistiamo a prove e riforme più o meno timide. Il livello di avanza-mento della mentalità varia~ a volte in maniera sorprendente, a seconda dei paesi. Eppure, l'Europa è così piccola! Così come l'ultimo quarto del XIX secolo servì a consolidare le fondamenta della scuola pubblica, ci sarà voluto quasi tutto il XX secolo per realizzare la polivalenza culturale; l'ultimo quarto del XX secolo rappresenterà forse il periodo di gestazione necessario alla nascita di un nuovo tipo di insegnante che il XXI secolo conoScerà allo stato adulto. G. de Lansheere i pone nella prospettiva Yalidn per affrontare negli ultimi 25 anni che ci separano dal duemila un nuovo tipo di formazione dei docenti; l'insegnante di domani dovrà avere una formazione non inferiore a quella del medico, quale che sia l'età dei suoi alunni e la materia insegnata. Recensendo l'opera, la rivista Scienza dell'educaLione afferma che la formazione degli insegnanti, si tratti di candidati per la scuola materna o per quella superiore. non viene più circoscritta ad una fase iniziale, ma allargata a tutta la carriera dell'insegnante ... secondo criteri di formazione permanente. I curricoli auspicati, vengono proposti secondo esigenze di impegno universitario... [Ciò comporta) una reale prassi di orientamento e di riorientamcnto nel corso della formazione iniziale dei candidati, poiché, come viene giustamente osservato, non dovrebbe essere più ammissibile e soddisfacente la figura dell 'insegnante generico, nemmeno per la gestione delle classi elementari. Di conseguenza viene a porsi, più vivo che mai, il problema del reclutamento degli insegnanti... Altra serie di problemi.... l'abilitazione alla ricerca pedagogica sperimentale e alla coiJaborazione con gli istituti universitari; l'abilitazione alla costruzione di curricoli propri. in vista della maturazione progressiva dei propri alunni; e la preparazione alla cogestione, secondo una ben orchestrata partecipazione di responsabilità nella direzione della scuo la ... una più adeguata preparazione dei direttori delle scuole e degli stessi ispettori scolastici, i quali dovranno essere capaci di dare il loro apporto insostituibile, in un clima di cogestione e di ricerca». I temi fondamentali del libro possono così essere rias· sunti: Dopo la descolarizzazione, la « demaestrizzazione ))? Un'unica categoria di insegnanti - Unità fondamentale della formazione degli insegnanti - Dove si deve svol· gere questa formazione? - Riconvertirsi in insegnante . Caniera del futuro insegnante - L'insegnante non deve essere psicologo a parole, ma nei fatti - La formazione per manen te - La selezione · La promozione . La cogestione - L'insegnante e la ricerca nel campo dell'educazione. G. de Landsheere è professore all'Università di Liegi e presidente del Comitato per la ricerca pedagogica del Consiglio d'Europa. S. DI:: CosTER e W. on CosTER insegnano rispettivamente nelle università di Bruxelles e dì Gand; F. HOTYAT era professore ali universita di Mons. [less ▲]

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See detailLa formazione delle leaderships nelle comunità italiane in Europa
Martiniello, Marco ULg

Scientific conference (1993, February 04)

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Peer Reviewed
See detailLa forme africaine du coryza gangreneux est une maladie lymphoproliférative létale causée par l’herpèsvirus alcélaphin 1
Myster, Françoise ULg; Sorel, Océane ULg; Palmeira, Leonor et al

in Virologie (2012), 16(5), 299-314

Les gammaherpèsvirus comprennent des virus pouvant induire des maladies lymphoprolifératives et des tumeurs. Ceux-ci peuvent également per- sister à long terme en l’absence de toute manifestation ... [more ▼]

Les gammaherpèsvirus comprennent des virus pouvant induire des maladies lymphoprolifératives et des tumeurs. Ceux-ci peuvent également per- sister à long terme en l’absence de toute manifestation pathologique chez leur hôte naturel. Parmi les gammaherpèsvirus, l’herpèsvirus alcélaphin 1 (AlHV-1) appartient au genre des Macavirus et infecte son hôte naturel, le gnou (Conno- chaetes spp.) de manière asymptomatique. Par ailleurs, lors de sa transmission à de nombreuses espèces sensibles appartenant à l’ordre des artiodactyles, l’AlHV- 1 induit une maladie lymphoproliférative létale dénommée forme africaine du coryza gangreneux (FACG). Le contrôle de cette maladie dans les régions où l’AlHV-1 est endémique est important et dépend directement de la compréhen- sion des mécanismes pathogéniques responsables de l’induction de la FACG. Le but de cette revue est de synthétiser les connaissances actuelles sur l’AlHV-1 et la FACG avec un intérêt particulier porté aux mécanismes par lesquels l’AlHV- 1 induit la maladie. Parmi les différents modèles pathogéniques, nous discuterons du rôle particulier de la latence virale sur base des données actuelles. Enfin, la relation évolutive entre le gnou, l’AlHV-1 et les espèces sensibles à la FACG sera abordée. [less ▲]

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See detailUne forme compliquée d'hypercalcémie hypocalciurique familiale
Potorac, Iulia ULg; BETEA, Daniela ULg; MALAISE, Olivier ULg et al

in Abstract book - Symposium "Perspectives in Endocrinology" (2016, January)

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See detailUne forme compliquée d'hypercalcémie hypocalciurique familiale
Potorac, Iulia ULg; BETEA, Daniela ULg; MALAISE, Olivier ULg et al

in Abstract book - Annales d'Endocrinologie - 32ème Congrès de la Société Française d'Endocrinologie (2015, October)

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See detail«Forme dell'identità cavalleresca».
Moreno, Paola ULg

in Medioevo Romanzo (1991)

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Peer Reviewed
See detailLa forme des Droits de l'Homme
François, Lucien ULg

in Revue Trimestrielle des Droits de l'Homme (1990)

The method of expression used in the way Human Rights are formulated is inadequate from the point of view of a realistic theory of law. - Le mode d'expression utilisé dans la formulation des droits de l ... [more ▼]

The method of expression used in the way Human Rights are formulated is inadequate from the point of view of a realistic theory of law. - Le mode d'expression utilisé dans la formulation des droits de l'Homme est inadéquat du point de vue d'une théorie réaliste du droit. [less ▲]

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Peer Reviewed
See detailForme des entreprises
Thirion, Nicolas ULg

in Droit de la Belgique (2016)

Detailed reference viewed: 35 (6 ULg)
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See detailLa forme du gouvernement dans la République des Provinces-Unies
De Laveleye, Émile ULg

in Revue des Deux Mondes (Paris, France : 1948) (1874), Tome 4(Période 3), 865-892

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See detailLa forme du poème : effets analytiques, effets synthétiques
Purnelle, Gérald ULg

in Delville, Michel; Belloi, Livio (Eds.) L'oeuvre en morceaux: Esthétiques de la mosaïque (2006)

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See detailLa forme du toit
Hoffsummer, Patrick ULg

in Hoffsummer, Patrick (Ed.) Les charpentes du XIe au XIXe siècle: typologie et évolution en France du Nord et en Belgique (2002)

Detailed reference viewed: 17 (1 ULg)
Peer Reviewed
See detailForme e scenari di perdizione nella poesia di Sbarbaro e Caproni
Benzoni, Pietro ULg

Conference (2007, April 12)

Detailed reference viewed: 20 (1 ULg)
See detailForme et magie chez Cocteau cinéaste
Servais, Christine ULg

Scientific conference (1991, March)

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Peer Reviewed
See detailForme et matière de la pensée dans la conception husserlienne du catégorial
Rizzoli, Lina; Dewalque, Arnaud ULg

in Dewalque, Arnaud; Leclercq, Bruno; Seron, Denis (Eds.) La théorie des catégories. Entre logique et ontologie (2011)

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